Un anno da mamma

Un anno da mamma

Mia figlia in luglio ha compiuto un anno. Abbiamo fatto una due giorni non-stop di festeggiamenti, i regali si sono sprecati e la glicemia di amici e parenti è salita alle stelle.

Un anno da mamma. Un anno passato tra notti insonni e pannolini da cambiare, sempre con la tetta pronta da offrire non appena Bianca iniziava a reclamarla e non importava se eravamo in un centro commerciale, in un bar o sul divano di casa, io avevo ben tre minuti di tempo per attaccarla e soddisfare il suo bisogno primario prima che le grida si facessero molto più insistenti.

Un anno di sorrisi, pianti, gioie e dolori. Quando si ha il primo figlio gli sbagli si sprecano. Si pensa di agire per il suo bene, fin per carità, ma col senno del poi mi sono accorta che forse alcune cose era meglio non farle, che alcuni vizi che fatico a levare forse sono dipesi dal mio comportamento, che era meglio ascoltare una volta di più qualche consiglio di mia madre che, con tutti i difetti che può avere, ha pur sempre allevato due figlie più che decentemente. Mi sono resa conto che spesso gli altri sbagliano il modo, non il contenuto. Appena una donna partorisce mente e corpo subiscono uno shock: il corpo è devastato dalla potenza del parto, ha bisogno di un po’ di tempo per riprendersi (anche se di tempo non ce n’è poi molto) e la mente subisce una trasformazione indelebile. Da donna, moglie o fidanzata si diventa mamma. MAMMA. Complici gli ormoni del post partum iniziano tutte quelle che io chiamo seghe mentali, quindi si da il via al giro di valzer del “sarò in grado di prendermi cura di questo esserino?”, “e se piange cosa faccio?”, “sono felicissima, vorrei urlarlo al mondo!”, “sono disperata, lo griderei in faccia a tutti!” ed è proprio in questo lasso di tempo che entrano in gioco loro. Gli altri. Non ci sono distinzioni, dalla propria madre ai parenti del marito, dagli amici di vecchia data ai conoscenti che incontri per strada e tutti, nessuno escluso, si permettono di elargire preziosissimi consigli. La nuova mamma si sente sopraffatta, inizia a mancarle l’aria e come reazione, poveretta, comincia a chiudersi a riccio ponendosi negativamente con chiunque provi a mettersi in mezzo tra lei e il suo piccolo. Niente di più logico.

Esclusi i consigli non richiesti da chi non ha figli, che per me non fanno testo (e non venitemi a dire che avete dieci nipoti o che le vostre amiche sono tutte mamme quindi sapete benissimo cosa si prova), credo che spesso si sbaglia il modo di porsi. Invece che sfoggiare un’aria da “ascolta quello che ti sto per dire e seguilo alla lettera perchè io so di cosa ha bisogno tuo figlio” molto meglio fermarsi, ascoltare quello che la giovane madre vuole dire e controbattere con qualcosa che si avvicina il più possibile a “ora ti porto la mia esperienza, se ti va prendi spunto altrimenti va bene lo stesso, solo tu sai cosa è meglio per il tuo bambino”.

Quando nasce una creaturina l’attenzione si concentra solo su di lei perdendo di vista e considerando poco chi l’ha messa al mondo ed è l’errore più grande che si possa commettere perchè quel fagottino è stato creato dal suo corpo e anche se il cordone ombelicale viene tagliato subito esiste un altro cordone invisibile e quasi impercettibile a chiunque che lega genitrice e generato per sempre. Quindi cerchiamo di dare fiducia a queste giovani donne che non sanno ancora bene come muoversi ma hanno dentro di loro una cosa che le guiderà meglio di ogni suggerimento altrui: l’istinto materno.

 

Facebook Comments

Mamma, moglie e blogger. Mi piace viaggiare e al tempo stesso restare in casa davanti al mio laptop con una grande tazza di caffè bollente vicino. Amo tutto ciò che è rosa e sono estremamente convinta che spesso un po' di frivolezza sia necessaria per alleggerire le preoccupazioni della vita.